Inkwell Antonio Guastella
antonioguastella Pedalo di fretta, ho voglia di casa. Di cucinare per un mio amico. Di sentire la voce di A. E tutto improvvisamente torna in un attimo alla mia mente.
Tutti i pomeriggi trascorsi nella sua cucina, tutta la mancanza che sento ogni momento quando penso ai miei nonni.
Tutti quei giorni di dolore passati a sopravvivere, per respirare ancora un giorno.
E poi tutto il vuoto da riempire.
Perché mio nonno Antonio riempiva la vita a tante persone. Prima di tutto a mia nonna e poi ai suoi figli. A me con una telefonata di pochissimi minuti. Perché lui non sente e dice solo: "Dottore!". E il suo modo di esserci, di parlare e ridere contemporaneamente, scandendo le parole, mi portava il sole anche in una giornata di grigio. Come questa di oggi. Perché il sole di Maggio non viene fuori? Perché devo aspettare la notte per pensare che adesso non sono il solo a a non vedere il sole?
Chissà se tu il sole lo stai assaporando, chissà se ti manca la notte. Chissà se ti manca il cuscino.
Piango se penso al mare, ora mentre lo scrivo.
Mentre il forno cucina un pollo con le patate.
È un dolore che non passerà, è una mancanza forte che toglie il fiato. Così come quando penso al mare, lo cerco e non lo trovo.
È un compagno di viaggio ormai, nei miei pensieri. In cerca dei miei perché. Nell'attesa di capire quale sarà il mio posto e da quale angolazione guarderò il mare.
Nell'attesa di lasciare Milano. Ormai mancano due mesi esatti.
Le persone di questa città adesso sono il mio centro. Le guardo attentamente e nei loro occhi vedo il cambiamento.
Non riesco a pensare che mi staccherò da loro, non riesco a pensare che i miei cari sono andati via per sempre. Perché non voglio crederci. Perché li sento addosso, così come sento addosso la mia Sicilia. E questo raggio di sole che ho catturato due giorni fa.
10h

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antonioguastella Ho bisogno che ogni giorno succeda qualcosa di nuovo, per sentire che la mia vita va avanti. Oggi però non è successo niente, la domenica è volata via disteso sul divano. Non ho avuto la forza di aprire la porta di casa e uscire fuori per assaporare la vita. Ho intravisto quella degli altri su Instagram, il solito brunch in un posto nuovo, il mare e il figlio, il rientro a casa, un abito, un massaggio, un autoscatto con le margherite e ancora un piatto di pasta, un libro e una perla. È volata via così, tra una canzone su YouTube e un libro mai aperto. Disteso come me sul comodino. Ci siamo guardati ma non ci siamo detti ciao. Così come con A., ci siamo guardati ma non ci siamo detti quanto forse ci manchiamo. E mi ritrovo qui, a guardare l'ennesima replica di Canale 5. L'ultimo bacio, l'ultimo sforzo per decidere di non cambiare canale. Sopravvivo al finale e ascolto il monologo: ".... la fase dell'eterna adolescenza è finita e che è ora di crescere... e crescerai. E allora tutto cambia e questa volta cambierà. Avrai una casa più grande, la piscina, il garage col posto auto, il prato sempre curato. Il portico fiorito e le porte smaltate. Il cane che chiamerai Marx e la barca che chiamerai Giulia. Avrai la salute assicurata, la vita assicurata. Il frigorifero sempre pieno per non sentirti povero, un tappeto etnico per continuare a sentirti giovane e finestre da cui entra sempre il sole. E allora avrai la tua famiglia felice, i tuoi bambini in salute e lei. Avrai lei. Che ti ricorderà tutte le cose belle che avrete avuto... Non è questo che avevi sempre sognato?" Si. Allora è successo qualcosa di nuovo e la mia vita va avanti. Pronto ad nuovo lunedì di maggio. Ho sempre amato questo mese quando ero un liceale spettinato e robusto. Il mese delle gite scolastiche, l'ultimo mese di scuola prima dell'ennesima estate. Lunga come questa domenica. 1d

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antonioguastella Roba di coppie. 3d

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antonioguastella Inaspettatamente Milano. 3d

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antonioguastella Non voglio condividere immagini di dolore, voglio condividere con voi la bellezza di un secondo piatto, il piacere di stare a tavola nel ristorante sotto casa. Nel cuore della città, mi sento in famiglia con la musica in sottofondo. Un ottimo proprietario di casa, Gianluca, del buon vino e un sorriso. Non sono indifferente al dolore, sono disgustato. Mi sento ferito perché la mia città adottiva oggi è stata maltratta ingiustamente.
Milano attaccata in maniera così disonesta, proprio lei così generosa con tutti.
Adesso mi rifugio qui, in un giorno in cui anche il cielo è contro e sembra incazzato. Mi rifugio qui, nei sapori del cibo.
Energia per la vita.
#1maggio #expo #milano
3d

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Inkwell Antonio Guastella
antonioguastella Vorrei avere la possibilità di andare a pranzo da mamma e papà.
#domenica
1w

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antonioguastella Frutta fresca, frutta a scelta #sabato 1w

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antonioguastella Lunedì: vodka please. 2w

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